ASSOCIAZIONE AUTOTRASPORTATORI DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

Di seguito le news principali della settimana.

SITUAZIONE GENERALE
Sono proseguite le iniziative e gli incontri per affrontare le questioni che sono conseguenti alla decisione della Corte di Giustizia europea ed alla disdetta del protocollo di intesa con il Governo annunciata solo da alcune federazioni (Conftrasporto, Confartigianato, Casa Artigiani e Anita).
La diversità di interpretazione sulla sentenza sta determinando, come già detto, interpretazioni controverse che non fanno altro che incrementare lo stato di tensione tra gli operatori del settore. Ben sappiamo che sulle norme dei costi minimi esistono sensibilità diverse. Noi stessi abbiamo sempre sostenuto che forti sarebbero stati i rischi delle forzature contenute nelle norme introdotte con l’articolo 83 bis. Siamo però stati coerenti fino in fondo, più di altri, ed abbiamo condotto una battaglia a favore della sicurezza, sempre dichiarando la disponibilità ad intraprendere un percorso che tenesse in considerazione anche le esigenze del mondo dei produttori.
Ora riteniamo che il Ministro abbia il dovere di affrontare la delicata questione evitando che sulla vicenda si aprano focolai dagli esiti imprevedibili. Il Ministro dovrebbe ascoltare le parti e, prendendo spunto dalle affermazioni presenti nei considerando della sentenza, ripartire dalle norme riconosciute positive ed in linea con gli orientamenti comunitari per introdurre modifiche che tengano conto delle indicazioni che la Corte Europea ha voluto dare.  Nessuna trattativa tra gli interessati ma un confronto per raccogliere punti di vista sui quali la pubblica amministrazione deciderà allo scopo di garantire le norme che garantiscano la sicurezza sociale e della circolazione sulle strade. Da questo obbligo il Ministro non si può sfilare.
Altrettanto, in attesa che si pronuncino i tribunali coinvolti, il Ministro non può omettere di dare attuazione a norme di legge che sono pur sempre in vigore (il nostro legale ritiene vi sia una palese omissione di atti d’ufficio). A tale proposito ho inviato una lettera/diffida perché  il Ministro adempia alle norme in vigore. Se cosi non sarà il passo successivo è quello sopra indicato.
Va da sé che se il Ministro deciderà di superare il momento di incertezza e farà sapere quanto intende fare, noi sospenderemo la nostra iniziativa. Ma non si possono lasciare le imprese nell’incertezza.
Come deciso nei nostri organismi abbiamo avviato la fase di sensibilizzazione nei confronti della politica per rappresentare il nostro punto di vista ed evidenziare quanto il mancato rispetto del protocollo di intesa, la decisione di ridurre dal 2015 la compensazione dell’accisa e l’incremento sempre dalla stessa data di altri  due centesimi al litro, la riduzione di 58 milioni sui trasferimenti alle imprese, formino una miscela esplosiva che potrebbe portare ad iniziative anche autonome.
Nella giornata di martedì abbiamo incontrato il vice segretario del Pd, l’on. Debora Serracchiani ( sul sito è pubblicato il comunicato stampa diffuso) ed abbiamo affrontato l’argomento con il capogruppo al Senato di Forza Italia sen. Paolo Romani e con quello della commissione trasporti (sen. Enzo Gibiino).
Intanto è partita l’organizzazione degli incontri con gli operatori che si terranno nel mese di ottobre. Altri, anche in ragione delle evoluzioni, saranno calendarizzati. Una delle prime occasioni di incontro si terrà a Monza in concomitanza con la manifestazione Truck Emotion il giorno 11 ottobre. Le zone interessate sono evidentemente quelle della Lombardia, anche se le riunioni sono aperte a tutti.

SLITTANO LE GARE PER LE CONCESSIONARE AUTOSTRADALI
Non siamo in grado di prevedere il futuro ma nel provvedimento “Sblocca Italia” è contenuta anche una norma che consentirà alle concessionarie autostradali che si accorpano, la possibilità di allungare i tempi delle concessioni il che dovrebbe portare ad incrementi nei pedaggi più contenuti. Vedremo quali saranno le valutazioni di tante vestali (ricordo che nelle precedenti polemiche noi avevamo ipotizzato tale decisione suscitando prese di posizione sguaiate). Ora la norma è contenuta in un provvedimento deciso dal Governo, sul quale non abbiamo da eccepire, attendiamo l’illuminato parere di altri.

L’INCREMENTO DELL’ACCISA E’ UN AUTOGOL
Ne abbiamo parlato in settimana, anche con prese di posizione assunte sul blog Stradafacendo del Tgcom. La decisione di intervenire sull’accisa è sbagliata e non solo per le nostre imprese ma anche per tutto il mondo produttivo e dei servizi. Occorre ricordare che la compensazione è prevista da una norma comunitaria e che si applica a tutti gli automezzi (c/terzi e c/proprio). Un incremento determinerebbe uno spostamento nei rifornimenti nei Paesi più convenienti. Ovviamente questo accadrà più nei paesi vicino ai confini.
L’ufficio studi della Confederazione ha effettuato, proprio in considerazione di questo, una simulazione. Se solo il 20% dei veicoli scegliessero di rifornirsi all’estero il risultato per le entrate dello Stato in termini di miro incassi per Iva e accisa sarebbe di 374 milioni di euro. Un bel risparmio per lo Stato!
Una conferma arriva anche dal centro studi Promotor e dalle associazioni dei consumatori. Nel 2014 per i carburanti si è registrata una spesa inferiore  del 2,8% che si va ad aggiungere al -20% se ci si rapporta con il 2007. La decisione di aumentare l’accisa aumenterà tale scelta.

SI’ A RIDISCUTERE SULLE RISORSE. NO A TAGLI SBAGLIATI
Abbiamo detto tante volte che i trasferimenti alle imprese consentono a molte di compilare bilanci che non presentano eccessive perdite o che raggiungono il pareggio. Non riteniamo che gli interventi non debbano essere effettuati senza una valutazione attenta. Da sempre abbiamo dato la nostra disponibilità a cambiare il modo di gestire gli “aiuti” che debbono essere diversificati , in ragione del rispetto dell’ambiente, alle imprese virtuose e scegliendo le misure non contestabili a livello comunitario. Queste sono, per noi, le condizioni sulle quali costruire le soluzioni.
Se si vuol ragionare noi siamo pronti; se si vuol decidere in modo unilaterale, noi saremo altrettanto pronti ad agire per tutelare le imprese. Le modalità sono diverse e possono far più male delle iniziative sindacali. La fantasia non ci manca.

LA FAI-CONFTRASPORTO INCONTRA I VERTICI DELL’ILVA
Mentre altri chiacchierano la Fai, quella che fa’, ha assunto nel mese di agosto una iniziativa per cercare di trovare una soluzione per i vettori che operano con l’Ilva e con l’indotto della siderurgia. Con Gianni Satini, Vice Presidente Vicario, si è avviata una iniziativa che ha portato all’incontro, tenutosi giovedì  25, che ha visto presente anche il Segretario Generale Conftrasporto Pasquale Russo e che ha portato ad identificare un percorso possibile, del quale è stata data comunicazione con apposita circolare che illustra quanto avvenuto durante l’incontro.

A PROPOSITO DI SICUREZZA
Il tema della sicurezza si è riproposto nella settimana in tutta la sua importanza. Un autotrasportatore è stato coinvolto ed ha perso la vita mentre scaricava prodotti tossici. Dalle prime notizie sembrerebbe che l’operazione (chissà per quali motivi) non sia stata effettuata nel rispetto delle regole della sicurezza. La morte di un “camionista” non sembra aver suscitato grande coinvolgimento da parte di chi non perde mai l’occasione, e giustamente, di sottolineare il rispetto delle norme sulla sicurezza quando lavoratori, ma non camionisti, sono coinvolti in episodi di incidenti sul lavoro e perdono la vita. Che l’uomo camionista sia per qualcuno diverso da altri uomini? Complimenti!
Noi mettiamo sopra ogni cosa le regole ed il loro rispetto, la sicurezza e non smetteremo mai di evidenziare come la vita delle persone abbia un valore che supera qualsiasi altro elemento. Oggi sembra che si possa in qualche modo allentare l’attenzione in nome della competitività. Sono convinto che siano le norme inutili a rendere meno competitivo il nostro sistema. I parrucconi e gli gnomi della finanza non rischiano molto se in operazioni di lavoro le regole sulla sicurezza non sono rispettate.  Un esempio arriva dal pronunciamento sui costi della sicurezza. Con tutto il rispetto che va alla suprema Corte europea alcune affermazioni, che stravolgono  precedenti pronunciamenti non ci convincono molto. E’ come quando il Tar del Lazio, sempre con il dovuto rispetto,  boccia le deroghe per i divieti di circolazione in nome del principio che la sicurezza è un bene che supera l’interesse economico e poi sui costi minimi sembra dare un valore diverso e formula dei ragionamenti di natura opposta. Che debbano essere modificate alcune parti delle norme controverse rispetto al principio della sicurezza non v’è dubbio (lo abbiamo detto da tempo) ma non lo stravolgimento dei principi ci sembra troppo. Non mancheremo certo di evidenziarlo in ogni occasione. 
Invito tutti coloro che ci seguono a leggere la denuncia che un “conducente”  ha inviato al blog del Tgcom. La comunicazione comincia così: “sono un autista legalmente ricattato”. Pur con tutta la prudenza dovuta credo che ogni uomo abbia il dovere di riflettere su questa autodenuncia. Molte delle affermazioni sono da ricondurre a fatti reali che purtroppo avvengono.
Mi verrebbe, utilizzando la frase che i commercianti, rispondendo alla domanda del Re Sole che chiedeva loro cosa potesse fare per aiutarli, utilizzarono “ Sire ci dia le strade che poi ci pensiamo noi” Al presidente del Consiglio vorrei dire “regole europee rispettate e l’autotrasporto sarà in grado di competere senza aver bisogno di aiuti”.
Un esempio viene da controlli effettuati in Friuli in questa settimana. Su 60 fermati si sono registrati 32 casi di violazioni delle norme sul cabotaggio. Allora il Governo si convince che intervenire, come fatto da altri paesi e come garantito nel protocollo di intesa, non è più rinviabile. 
Questa settimana è in corso anche la conferenza di sistema della Confederazione alla quale sono presente.

Alla prossima.

Paolo Uggè